Le origini
Le opere
La Fondazione “Mercuriale” è intitolata a un famoso medico e filosofo italiano, divenuto celebre per avere per primo, in Italia, teorizzato l'uso della ginnastica medica a scopo terapeutico.
Gerolamo Mercuriale, nato a Forlì nel 1530, studiò e si laureò in medicina e filosofia a Padova nel 1555.
Nel 1562, per la fama rapidamente acquisita, si trasferì a Roma al seguito del cardinale Alessandro Farnese e vi rimase per sette anni durante il pontificato di Papa Pio IV. In quegli anni pare aver composto il celeberrimo trattato sulla ginnastica, il De Arte Gymnastica.
Nel 1569 fu chiamato alla cattedra di medicina pratica presso l’Università di Padova. Insegnò nella città veneta sino al 1587, salvo una pausa di due anni, dal ’73 al ’75, nella quale divenne medico dell’imperatore austriaco Massimiliano II in Vienna.

Nel 1587 si trasferì a Bologna, dove divenne docente di medicina presso l’Università locale.

Nel 1593 divenne medico di corte presso il Granducato di Toscana.

Nel 1604, per motivi di salute, si ritirò dall’insegnamento e tornò a Forlì ove morì nel 1606.

Mercuriale ha lasciato numerosi scritti che ne testimoniano la sua grande cultura. In particolare, gli va riconosciuto il merito di essere riuscito a enucleare dal gran contesto della Medicina Generale alcuni indirizzi tipicamente specialistici.
Come comune in epoca rinascimentale, i suoi interessi spaziarono in molti ambiti medici.

In questa enorme mole di scritti, comunque, il lavoro più conosciuto e celebre è stato il De arte gymnastica. Pubblicato a Padova nel 1573, fu una tappa memorabile nel campo della Ginnastica medica per originalità e compiutezza. Nell’opera sono prese in considerazione dettagliatamente le numerose correlazioni che questa disciplina presenta con la medicina. Nella prefazione l’autore si pone l’obiettivo di “rimettere in luce l’arte della Ginnastica che un tempo aveva un grande valore e oggi è un’arte oscura e distrutta”. Inoltre, richiama l’attenzione sul fatto che “questa Disciplina rappresenta un’inclinazione conforme alla natura umana e ha per fine quello di conservare la salute e di farla riacquistare a chi l’ha perduta”.

È evidente la visione modernissima, in netto contrasto con l’oscura epoca medioevale in cui lo spirito doveva prevalere sul corpo e dove la cultura fisica era considerata espressione del materialismo pagano. Mercuriale, al contrario, calatosi nello spirito dell’Umanesimo, volse l’attenzione al passato classico greco e romano (“mens sana in corpore sano”) e, quindi, alla riscoperta dell’uomo nella sua integrità psico-fisica. L’autore definisce la Ginnastica “medica o legittima” poiché è “la scienza degli esercizi atti alla conservazione della salute e a corroborare il corpo” con un’evidente importanza dal punto di vista sociale. Di conseguenza, è sottolineato il ruolo della Ginnastica nel processo formativo e pedagogico dei giovani: l’educazione dello spirito e l’allenamento del corpo devono svolgersi in armonia. Va, quindi, riconosciuto a Mercuriale il merito di avere conferito a questa disciplina un’impostazione moderna, formulando enunciazioni e raccomandazioni aderenti alle più recenti acquisizioni, collocandosi come un vero e proprio pioniere della medicina dello sport.
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